Il digitale è una risorsa per le reti assicurative?

Che Internet sia un canale del mondo assicurativo gli italiani lo hanno scoperto agli albori dl commercio elettronico, anzi, insieme ai voli low-cost, si può dire che il comparto assicurativo abbia, grazie all’incentivo economico, portato il nostro Paese a fidarsi delle transazioni digitali per poi scoprire nuove categorie e nuove modalità di acquisto.

Oggi le assicurazioni online rappresentano, grazie al loro volume d’affari pari a 1.2 miliardi di euro, il 10% dell’ecommerce (fonte: Politecnico di Milano) ed i siti del settore – compagnie dirette, metamotori e siti delle compagnie – raggiungono 3,4 milioni di utenti al mese, indubbiamente una audience non trascurabile.

Il futuro sarà sempre più digitale per questo settore e non a caso uno studio della Sda Bocconi condotto sulle principali banche e sui principali operatori assicurativi sottolinea come il web-marketing sia, dopo la comunicazione, l’area dove più aumenteranno gli investimenti.

Da tutto questo scenario però parrebbero tagliati fuori coloro che fino ad oggi hanno rappresentato l’interlocutore del cliente: le reti assicurative sul territorio. Se però la relazione personale conterà ancora di più in un mondo sempre più competitivo e dove l’informazione è sempre più accessibile e trasparente, allora anche le reti assicurative dovranno attrezzarsi per utilizzare al meglio la Rete:

- attraverso siti agenziali a latere della presenza istituzionale della casa madre che, sotto forma di pagine su Google Maps e blog, sappiano intercettare l’interesse e le ricerche dell’utente sul territorio;
- attraverso un’attività di lead generation che, via Adwords o via forme di advertising web e mobile, punti a valorizzare il database e le competenze di Crm tipiche di un’agenzia;
- attraverso l’uso dei social media (Linkedin, ma anche Facebook) da parte di ciascun agente che in tal modo possa spostare su un piano più caldo e continuativo la relazione con i propri clienti così da conoscerli meglio e fidelizzarli.

Un rifiuto aprioristico del digitale non è infatti il modo per preservare il valore della relazione personale, ma un’arma in meno con cui questa possa essere rafforzata.

Fonte: Assodigitale.it

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